domenica 6 aprile 2014

"viva tutto" Jovanotti & Franco Bolelli

commento da pag 240 a 260 (dalla seconda e-mail dell 11 maggio fino alla fine del 21 maggio)

venerdì 28 marzo 2014



                                 Arthur Schopenhauer

IL MONDO
                                                 come VOLONTA'
                                             e come
                                RAPPRESENTAZIONE







domenica 23 marzo 2014

"viva tutto" Jovanotti & Franco Bolelli

qui è possibile pubblicare il vostro commento da p 200 a 220 ovvero dal 25 aprile fino alla fine della prima e- mail del primo maggio.

domenica 9 marzo 2014

"viva tutto" Jovanotti & Franco Bolelli

qui potete postare il commento del libro "viva tutto"  dalla fine del 12 aprile fino al 22 aprile

martedì 4 marzo 2014

"viva tutto" Jovanotti & Franco Bolelli

qui potete postare il commento del libro "viva tutto"  dal 1 aprile fino alla fine del 12 aprile.

martedì 18 febbraio 2014

Poesia di Eugenio Montale "La storia"

La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso 
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima o il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure 
da chi l'ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario,
e la direzione non è nell'orario.
La storia non giustifica 
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve 
a farla più vera e più giusta.
La storia non è poi 
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche 
e nascondigli. C'è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge 
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s' incontra l'ectoplasma
d'uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n'ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.

venerdì 13 dicembre 2013

martedì 19 novembre 2013

IL ROMANZO DELLA COSCIENZA (sintesi)


Hegel rappresenta il sistema completo della realtà attraverso una filosofia sistematica che rispecchia la dialettica dello spirito nella sua circolarità ascendente, infatti ritiene che la modernità sia segnata dalla scissione natura/spirito e uomo/società (l’alienazione). Quindi nella fenomenologia dello spirito (racconto filosofico della coscienza, che progredisce dall'individualità alla collettività) egli tratta della coscienza individuale che riesce a superare l’alienazione attraverso la presa di coscienza delle tappe evolutive dello spirito, quindi giunge al sapere assoluto (filosofia come scienza) e ricompone in sé l’armonia perduta.
Nella Fenomenologia dello spirito   descrive le tappe evolutive della vita spirituale (le “figure”, forme ideali e storiche con cui lo spirito, o cultura di un popolo, si è espresso attraversi i secoli) ossia la certezza sensibile che possiede una conoscenza apparentemente concreta e veritiera basata sul sapere immediato dell’“in sé”(la verità fuori dal soggetto); essa tuttavia diviene consapevole della falsità di tale sapere quando comprende che l’oggetto è conoscibile in relazione al soggetto (al “per sé”). Essa perciò si rende consapevole del proprio carattere produttivo quindi può affermare che l’incontro-scontro con l’autocoscienza dell’altro è dovuto al fatto che l’autocoscienza avverte il bisogno degli altri e cerca il riconoscimento della propria autocoscienza dalle altre attraverso la dialettica dipendenza/indipendenza (lotta e scontro) che provoca la sottomissione di un autocoscienza all’altra (paura della morte) segue la dialettica servo-padrone che consiste nella prevaricazione del signore e sottomissione del servo, poi nella autodisciplina del servo tramite il lavoro (il “servizio”) quindi nella coscienza del servo della proprio indipendenza dal padrone e specularmente  nella coscienza del padrone della propria dipendenza dal servo, quindi si giunge alla trasformazione del padrone in servo del servo e del servo in padrone del padrone(la coscienza, nel lavoro, ritrova se stessa e acquista un suo proprio significato).
Lo stoicismo presenta l’autocoscienza chiusa e indifferente al mondo in quanto ha la certezza della propria libertà e indipendenza dalle cose; allo stoicismo segue lo scetticismo basato sulla "epoché" sul mondo e su ogni certezza;
Hegel afferma che stoicismo e scetticismo evidenziano la scissione tra sé e il mondo, tale condizione è superata dalla coscienza infelice tale è l’autocoscienza cristiana che avverte la scissione tra la consapevolezza della proprio finitudine e la aspirazione verso l’infinità di Dio: quindi la coscienza infelice supera la scissione negando se stessa (automortificazione),  diviene consapevole di essere parte dell’assoluto; ora l’autocoscienza sa di essere la ragione (l’età moderna), la quale cerca se stessa nella natura(naturalismo rinascimentale), poi formula le leggi della natura (scienza) ma non riesce mai a ritrovarsi; quindi abbandona la scienza naturale e ricerca sé nella propria soggettività attraverso il piacere (inappagante) e la legge del cuore (incapace di universalità); a questo punto conquista la virtù attraverso la legge morale kantiana, ma è frustrata per lo scarto incolmabile esistente tra essere/dover essere. Finalmente la ragione comprende che l’aspirazione all'universalità comporta il superamento delle etiche di tipo soggettivo e impone il passaggio all'eticità, ossia l’assumere la prospettiva dello spirito incarnato nelle istituzioni storico-politiche (finalmente la ragione ricompone in sé l’armonia perduta).

mercoledì 13 novembre 2013